Il WORLD TOURISM EVENT A SIENA
PER SCOPRIRE LE MERAVIGLIE UNESCO

unesco

Esporre, incontrare e conoscere ogni anno luoghi e città di grande valore artistico e monumentale. A Siena più di cento siti Unesco si sono messi in mostra nel Complesso museale di Santa Maria della Scala dove, dal 22 al 24 settembre, si è tenuta l’edizione 2017 del World Tourism Event (WTE), il Salone mondiale del Turismo delle città e siti Patrimonio Unesco.

 

L’obiettivo che si è prefisso il WTE anche in questa edizione è stato duplice: da un lato valorizzare e offrire visibilità ai siti Unesco di tutto il mondo, costituendo uno spazio di incontro tra gli espositori e i principali tour operator italiani e stranieri. Dall’altro sensibilizzare il pubblico ad un turismo culturale responsabile e sostenibile, partendo dal presupposto che si tratta di luoghi speciali, da preservare, tutelare e rendere accessibili.

 

Tanti i siti Unesco italiani e stranieri presenti con l’obbiettivo di farsi conoscere e mettere in evidenza le proprie bellezze artistiche e monumentali. Inoltre sono stati organizzati specifici momenti di contatto e confronto con operatori turistici, così come convegni e incontri di approfondimento rivolti al pubblico e a rappresentanti del mondo della stampa. Gli workshop che hanno animato la kermesse senese erano rivolti perciò a favorire un incontro prolifico tra siti Unesco e operatori turistici nell’ottica di coniugare una maggiore visibilità di quei luoghi con l’idea di un turismo più sostenibile e di qualità.

 

Nella giornata inaugurale di Venerdì 22 ha avuto luogo una tavola rotonda sulle capacità di carico dei siti Unesco, ovvero la loro capacità di accoglienza turistica in base ai servizi offerti e alle strutture ricettive. In seguito si è posta attenzione al valore culturale del patrimonio orale e immateriale: è dal 2003, infatti, che l’Unesco ha posto questo come  nuovo orizzonte della propria azione umanitaria. Si tratta di un percorso che include una vasta gamma di saperi, di pratiche, di danze, di sapori: l’incontro del pomeriggio sulla “Cerca e cavatura del Tartufo in Italia” ha nei fatti sancito la candidatura di questa a patrimonio immateriale dell’Umanità. Va da sé che questo impegno dell’Unesco costituisce un aspetto determinante dell’azione futura dell’organizzazione così come una grande opportunità per on disperdere tutte le eccellenze disseminate in un un paese ricco di tradizioni e cultura come l’Italia.

 

Tornando ai luoghi, sabato si sono svolti incontri per presentare alcune candidature a patrimonio Unesco: quella della Via Francigena e quella dei Campi Flegrei rappresentanti entrambe di una rinnovata sfida a tutelare vaste aree culturalmente omogenee e non solo centri urbani ed opere d’arte. Sul finire della giornata sono stati presi in esame alcuni casi studio emblematici per le gestione del patrimonio artistico monumentale e la loro accessibilità come la Via dei Medici a Firenze o il sito archeologico di Pompei.

 

Numerosi incontri e workshop hanno infine animato la giornata conclusiva della kermesse senese. Domenica hanno aperto i lavori una tavola rotonda sulla tipicità dei prodotti agroalimentari dei territori Unesco della Toscana e un confronto sui siti Unesco della Campania. Gli hanno fatto seguito un incontro sul festival letterario di Urbino e uno sulla città di Tivoli e le sue “Vie dell’acqua”. A chiudere la giornata e l’esposizione, “Life Beyond Tourism”  sul ruolo dei siti Unesco oltre il turismo sostenibile.

 

In conclusione, il panorama Unesco in Italia così come nel resto del mondo è in continuo movimento e il programma del WTU di Siena ha pienamente riflesso tale dinamismo. Inoltre, chi ha attraversato il Complesso museale di Santa Maria della Scala nella tre giorni della manifestazione ha avuto l’opportunità di esserne testimone ed entrare in contatto con un’idea di turismo completa, in grado di tenere insieme l’arte con una più vasta e articolata rete culturale. Una rete costituita da monumenti, siti, vie, vaste aree ma anche da usi, costumi e saperi spesso sconosciuti ad un vasto pubblico – perché periferici  – ma, proprio per questo, testimonianze di una cultura locale che l’Unesco, insieme alle istituzioni locali, si prefigge di tutelare per non perderli, come patrimonio dell’intera Umanità.

 

http://www.wtunesco.com/it/