UMANITÀ, SCIENZA E FUTURO AL TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL

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Il Trieste Science+Fiction Festival parla di fantascienza, un genere di narrativa popolare difficile da definire. Molti dei suoi autori più illustri hanno provato a darne una personale interpretazione. “La fantascienza è l’unica forma di letteratura che considera la natura dei cambiamenti che affrontiamo, le possibili conseguenze e le possibili soluzioni” sostiene Isaac Asimov, che settantacinque anni fa scrisse le Tre leggi della robotica “È quel ramo di letteratura che concerne l’impatto del progresso scientifico sugli esseri umani”. Secondo Ray Bradbury, l’autore delle Cronache marziane, “La fantascienza è uno studio sociologico del futuro, le cose che lo scrittore crede accadranno mettendo assieme due più due”. Robert A. Heinlein sembra mettere insieme le due precedenti visioni parlando di “speculazione realistica su possibili eventi futuri, basati su adeguate conoscenze del mondo reale, passato e presente, e su una comprensione approfondita della natura e del significato del metodo scientifico”. Frank Herbert, il creatore dell’universo narrativo di Dune, guarda altrove: “La fantascienza rappresenta la moderna eresia, e lo stadio più avanzato di immaginazione speculativa che si scontra con tempi misteriosi, lineari o non lineari”. Sam Moskowitz, infine, definisce la fantascienza “quel ramo del fantasy che libera la sospensione dell’incredulità del lettore utilizzando un’atmosfera di credibilità scientifica per le sue speculazioni immaginarie sulla scienza, lo spazio, il tempo, la società e la filosofia”.

Visioni diverse, ma alcuni concetti in comune, hanno permesso a questo genere letterario, sviluppatosi all’inizio del Novecento, di diffondersi ampiamente in tutti i media, soprattutto il cinema, che con la sua narrazione per immagini era perfetto per dare vita ai mondi fantastici raccontati nei libri. Il cinema stesso, al momento della sua creazione, era fantascienza per i suoi contemporanei. Era futuro divenuto presente, e mai come allora l’impatto sugli spettatori generava stupore e meraviglia. Uno dei primi grandi registi, Georges Méliès, nelle sue sperimentazioni pioneristiche si dedicò quasi unicamente al genere fantastico, e il suo capolavoro, Viaggio nella Luna (1902), ispirato alle atmosfere letterarie dei due precursori di fine Ottocento Jules Verne e H.G. Wells, è considerato il primo film di fantascienza in assoluto. Da allora, una buona metà dei grandi maestri del cinema di tutti i tempi, almeno una volta nella loro vita, si sono misurati con il genere fantascientifico. Alcuni solo di passaggio, altri ci hanno costruito un’intera carriera. Resta il fatto che la fantascienza ha attraversato tutte le epoche del cinema restando uno dei pochi generi capaci di attrarre in sala grandi quantità di persone, proprio per le possibilità che offre di mostrare mondi e immagini meravigliosi ma con una base di credibilità scientifica, non importa se più o meno plausibile.

Ecco perché rassegne come il Trieste Science+Fiction Festival sono così importanti per salvaguardare l’essenza stessa del cinema come era stato concepito dai suoi padri. Non a caso, il premio principale è dedicato proprio al già citato Georges Méliès. Fondata a Trieste nel 2000 su iniziativa del Centro Ricerche e Sperimentazioni Audiovisive La Cappella Underground, la kermesse raccoglie l’eredità del Festival Internazionale del film di Fantascienza di Trieste, prima rassegna italiana dedicata al genere, svoltasi dal 1963 al 1982, ed è affiliata alla European Fantastic Film Festivals Federation. Ci sarà anzitutto il cinema, con un’ampia selezione di opere in concorso e le retrospettive, ma verranno esplorati anche altri ambiti della cultura fantascientifica, dalla letteratura al fumetto, dal teatro alla musica, in questa 17^ edizione del Festival, che si svolgerà da martedì 31 ottobre a domenica 5 novembre a Trieste presso il Politeama Rossetti, il Teatro Miela e il Cinema Ariston.

Già Capitale Europea della Scienza ESOF 2020 – EuroScience, il capoluogo giuliano torna a essere anche la Capitale Europea della Fantascienza, ospitando durante il Trieste Science+Fiction Festival la 21^ Golden Méliès Ceremony, cerimonia di consegna dei premi Méliès d’Or della European Fantastic Film Festivals Federation, il premio Oscar europeo per il miglior lungometraggio e cortometraggio di genere fantastico. In occasione dell’evento, che si svolgerà nella serata di venerdì 3 novembre presso il Politeama Rossetti, il Festival avrà come ospite un’eccellenza italiana della musica, il pianista e compositore Stefano Bollani, che proporrà un esclusivo concerto a tema sci-fi, sonorizzando dal vivo sequenze di film che hanno segnato la storia del genere.

Nel corso del festival verranno assegnati altri quattro premi: i Méliès d’Argento per il miglior lungometraggio e cortometraggio europeo in concorso, che verranno candidati per i prossimi Méliès d’Or; il Premio Asteroide, concorso internazionale per il miglior film di science fiction diretto da un regista emergente; il riconoscimento alla carriera Urania d’Argento (organizzato con l’omonima testata, cui si deve la diffusione della letteratura fantascientifica in Italia), che premia ogni anno un maestro del fantastico e che, quest’anno, verrà assegnato al regista Sergio Martino: un veterano del cinema di genere italiano, che a metà degli anni ’80 diresse anche un paio di film di fantascienza postapocalittici divenuti cult.

La selezione ufficiale del festival presenta anteprime mondiali italiane e straniere, che esploreranno diversi sottogeneri del cinema di fantascienza. Tra i film in concorso, viene dagli Stati Uniti il thriller fantascientifico Beyond Skyline di Liam O’Donnell; dalla Francia il postapocalittico Hostile di Mathieu Tori e il cinecomic Seuls di David Moreau; dal Canada il thriller fantamedico Replace, diretto dal tedesco Norbert Keil su sceneggiatura del pioniere sudafricano del cyberpunk Richard Stanley; dalla Russia il kolossal spaziale Salyut-7 di Klim Shipenko; dall’Ungheria il thriller sui paradossi spazio-temporali Hurok di Isti Madarász; dal Kenya la parabola sulla vita e la morte Kati Kati di Mbithi Masya.

Nella sezione Sci-fi Classix, che riporta sul grande schermo i grandi classici del cinema di genere in edizione restaurata e rimasterizzata, spiccano due titoli imperdibili: la proiezione in pellicola 35mm de L’ultima spiaggia (1959) di Stanley Kramer, con Gregory Peck, Ava Gardner, Fred Astaire e Anthony Perkins, e il restauro in 4K di Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), il capolavoro di Steven Spielberg interpretato da Richard Dreyfuss e François Truffaut, che festeggia a novembre il 40° anniversario.

Venerdì 3 novembre avrà luogo presso l’Hotel Continentale la seconda edizione del Fantastic Film Forum, la sezione dedicata ai professionisti del cinema fantastico, che riunirà produttori, registi, sceneggiatori, tecnici e distributori in una giornata di incontri e masterclass con la prospettiva di un percorso di promozione attiva del cinema di settore. In programma nei pomeriggi da giovedì 2 a sabato 4, presso il Teatro Miela, gli Incontri di Futurologia, approfondimenti in bilico fra scienza e fantascienza.

Non vi sembra abbastanza? Esposizioni, mostre, workshop, iniziative per i bambini, concerti e dj set, tutti rigorosamente a tema sci-fi, daranno vita a una vera festa per gli appassionati di fantascienza, come anticipa il manifesto ufficiale realizzato da Lorenzo LRNZ Ceccotti, artista e illustratore fra i più importanti del panorama italiano: umani e robot osservano il sorgere del sole sullo sfondo di un paesaggio marino in cui i segni evidenti della tecnologia non hanno cancellato la bellezza della natura. Un’immagine stupenda che sembra lasciare un messaggio ottimista su quell’impatto del progresso scientifico sull’umanità ipotizzato da Asimov.

Il programma completo del Trieste Science+Fiction Festival è disponibile sul sito ufficiale della rassegna.

http://www.sciencefictionfestival.org/