Dalla parte della pubblica utilità.

pubblica utilità

Il 20 novembre a Imola prenderà il via la prima edizione del festival dedicato alla “pubblica utilità.” E per conoscere le nuove frontiere dello sviluppo sostenibile. La città romagnola si farà per un giorno baricentro di tutto ciò che in Italia ruota attorno al tema dell’imprenditoria sostenibile, etica e rivolta a una maggiore cooperazione tra soggetti diversi nel campo della cultura e dell’impresa.

Ma nello specifico di cosa parliamo quando parliamo di “pubblica utilità“? A spiegarlo sono alcuni protagonisti del festival. Christian Iaione, professore di diritto pubblico alla Università LUISS di Roma, ha le idee chiare: “Si tratta di un concetto di pubblico più esteso che non fa riferimento allo Stato-apparato come soggetto pubblico, bensì allo Stato-comunità come coalizione di soggetti animati da interessi non egoistici, appunto da scopi di pubblica utilità.”

Francesca Guida, segretario generale di ItaliaCamp, indica alcune esperienze significative tra cui quella di RECUP, progetto milanese contro lo spreco alimentare nelle metropoli; oppure l’esempio di SOS Ballarò, percorso dedicato al recupero e al sostegno di progetti socio culturali nel quartiere simbolo del centro storico di Palermo. “Pubblica utilità oggi è il tentativo di rispondere a una sempre più articolata gamma di bisogni a favore della collettività.” Per la sociologa Marianella Sclavi, “qualsiasi contesto dialogico, nel quale le differenze vengono accolte come risorse (…) è in quanto tale potenzialmente di pubblica utilità.”

Secondo Paolo Venturi, Presidente Aiccon (Associazione italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Noprofit), “la dimensione comunitaria e cooperativa saranno le forme su cui innestare nuovi modelli di tutela e valorizzazione della pubblica utilità.” “La sfida per un nuovo modello di sviluppo economico più sostenibile, inclusivo, circolare apre sicuramente nuovi ambiti legati all’ode di pubblico”, è la definizione data da Marco Frey, docente di Economia e gestione delle imprese presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Per l’economista Leonardo Becchetti, “la massima pubblica utilità si realizza perseguendo lobiettivo del bene comune, ovvero di ciò che rende più facile la realizzazione delle persone nella società.”

Interventi come questi sono il miglior biglietto di benvenuto possibile al festival. Aiutano, inoltre, a orientarsi in un dibattito pubblico dove appaiono cristallizzati alcuni luoghi comuni alimentati, certo, da politiche sbagliate, spesso a vantaggio di pochi invece che a sostegno di una più larga partecipazione al bene comune. Uno di questi è la supposta incompatibilità tra “utilità” e “pubblico”, spesso percepiti come termini contrapposti: ciò che riguarda l’amministrazione pubblica viene così associato a inefficienza e lentezza e contrapposto linearmente all’iniziativa privata, vista come soluzione più efficiente, veloce, produttiva. Il secondo luogo comune è che della dimensione pubblica se ne debbano occupare le istituzioni pubbliche e le amministrazioni locali in maniera quasi esclusiva. L’obiettivo del festival è mostrare come entrambe siano convinzioni fuorvianti, mostrando come l’unica strada per contrastarli sia sostenere soluzioni innovative, dove la qualità della vita, così come quella del lavoro, siano frutto di una proficua e più efficace collaborazione tra soggetti diversi, pubblici e privati, associazioni, gruppi, comitati. In questo modo parlare di pubblica utilità significa allargare il più possibile il perimetro dei soggetti da coinvolgere, senza ridurre tutto a una sterile concorrenza tra “pubblico” e “privato”.

Da questi presupposti ha peso forma il programma del festival. Imola sarà infatti animata da numerosi incontri e dibattiti divisi in due sessioni, una al mattino e l’altra al pomeriggio.

A rappresentare due tra i maggiori promotori della rassegna, Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola, e il direttore di Radio Rai 3 Marino Sinibaldi, apriranno i lavori con una conferenza alle 9.30. A seguire la Fondazione Symbola presenterà il Rapporto “di Pubblica Utilità” insieme a Nando Pagnoncelli del centro studi Ipsos. Alle 10.10 il Presidente della Rai Monica Maggioni dialogherà con i Ministri Luca Lotti e Marianna Madia, mentre alle 10.50 avrà luogo una tavola rotonda sull’Italia che funziona e innova, dedicata ai temi dell’innovazione, della cooperazione e dell’imprenditoria sostenibile.

La sessione pomeridiana inizierà alle 14.30 con un dibattito sul rapporto tra territorio ed impresa e la necessità di una loro sempre maggior cooperazione: per l’occasione l’Amministratore delegato di Scuola Holden dialogherà con numerose figure istituzionali e del mondo dell’imprenditoria per approfondire i margini per un miglioramento di tale rapporto. Alle 16.30 Francesco Cancellato, direttore della testata giornalistica digitale Linkiesta, approfondirà insieme a fondazioni e associazioni come Legambiente il ruolo della società civile come fondamentale veicolo di accrescimento del valore pubblico. L’incontro conclusivo delle 18.00 proverà invece a guardare lontano, alle sfide da raccogliere per il futuro, alle nuove idee di città, utili a ridefinire nuove geografie e nuove forme di socialità.

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