A Modena le “prove d’artista” di Alfabeta

Da sinistra: Giulio Paolini, Senza titolo, 1984, collage e inchiostro, 498 x 400 mm - Alessandro Mendini, Senza titolo, 1986, china e tempera su carta colorata, 418 x 296 mm - Giuseppe Spagnulo, Studio per Autoritratto, 1983, grafite e carboncino su cartoncino, 400 x 260 mm (Collezione Galleria Civica di Modena)
Da sinistra: Giulio Paolini, Senza titolo, 1984, collage e inchiostro, 498 x 400 mm - Alessandro Mendini, Senza titolo, 1986, china e tempera su carta colorata, 418 x 296 mm - Giuseppe Spagnulo, Studio per Autoritratto, 1983, grafite e carboncino su cartoncino, 400 x 260 mm (Collezione Galleria Civica di Modena)

10 anni, 49 artisti, 66 lavori: inaugura sabato prossimo, a Palazzo Margherita Alfabeta 1979-1988. Prove d’artista nella collezione della Galleria Civica di Modena (25 marzo – 7 maggio) l’esposizione dedicata appunto alle 66 prove d’artista – tra disegni, collage, grafiche e fotografie – realizzate da 49 autori per la storica rivista di informazione culturale “Alfabeta” tra il 1983 e il 1988.
Ce la racconta la curatrice della mostra, Francesca Mori, con un pezzo scritto appositamente per i lettori di MEMO.

di Francesca Mori

Realizzate tra il 1983 e il 1988 le prove d’artista per la rivista Alfabeta costituiscono uno dei nuclei più rilevanti all’interno della Collezione della Galleria Civica di Modena.
Fondata a Milano nel 1979 da Nanni Balestrini, Maria Corti, Gino Di Maggio, Umberto Eco, Francesco Leonetti, Antonio Porta, Pier Aldo Rovatti, Gianni Sassi, Mario Spinella e Paolo Volponi, Alfabeta presenta a partire dal numero 44 del 1983 la rubrica Prove d’artista dedicata all’arte e alla poesia e ai loro reciproci sconfinamenti.
In un breve arco di tempo circa 50 autori, tra artisti, designer, scrittori e poeti, donano alla rivista una o più opere originali destinate alla pubblicazione, formando così un insieme eterogeneo di oltre 60 disegni, fotografie e collages, a testimonianza di un ricco e tumultuoso clima culturale, mosso dallo spirito delle neoavanguardie.
Quello delle prove d’artista è un repertorio entro il quale è possibile rintracciare le diverse correnti artistiche che hanno animato il secondo Novecento: espressioni dell’arte astratta e concreta, figurativa e concettuale, fino alle diverse forme della scrittura verbo-visiva. È interessante notare come gli artisti si siano rapportati in modo differente al testo poetico, in operazioni a quattro mani, oppure vedere gli stessi scrittori cimentarsi nella forma del disegno. È questo il caso della serie di 11 Profili di Luigi Malerba, in cui l’autore, più noto come narratore e romanziere, si imbatte in un singolare esempio di convivenza tra immagini e testo. Come queste ultime, diverse opere della raccolta non vengono esposte da oltre vent’anni.
La loro riscoperta dona nuova luce a quel fenomeno culturale, unico e prolifico, quale è stato Alfabeta.