Mi ricordo, si mi ricordo.
La memoria diventa impresa creativa

memoria

A chi non è capitato in un lungo e assolato pomeriggio d’estate di rimanere assorto ad ascoltare il proprio nonno o nonna raccontare le sue avventure di giovinezza? Come per magia una fascinazione misteriosa cattura l’anima e il cuore riempiendoli di stupore, immagini, curiosità e soprattutto ammirazione per il narratore.

Da sempre il racconto ha affascinato ogni civiltà, da quelle primitive a quelle più sviluppate, fino alla civiltà sempre connessa e ipertecnologica del XXI secolo. E che sia diventata oramai una moda o che sia reale passione, oggi la voglia di imprimere la propria storia o quella della propria famiglia è un fenomeno in costante crescita. Attraverso facebook si ritrova nel web proprio la forma del diario quotidiano, ma condiviso, invece di quello tenuto segreto nel cassetto con tanto di lucchetto,  you tube consente di pubblicare i propri video e di cindividerli e in provincia di Arezzo due importanti realtà contribuiscono alla raccolta della memoria: Pieve Santo Stefano, nominata “città ufficiale del diario” raccoglie dal 1984 diari, biografie, epistolari, mentre Anghiari è sede dal 1998 della Libera Università dell’Autobiografia .

“Oggi il bisogno di lasciare una traccia della propria esistenza è forte” racconta Lorenzo Fenoglio, uno dei fondatori di Memoro, la Banca della Memoria “e in questo senso il web aiuta molto ed è stato proprio alla base del nostro progetto.”

Memoro è un organizzazione no profit nata a Torino nel 2007 dall’idea di Lorenzo, Franco Nicola, Valentina Vaio, Luca Novarino, tutti desiderosi di non perdere il fantastico mondo dei propri nonni e di farlo rivivere attraverso il racconto sul web. I quattro soci hanno pensato di raccogliere e pubblicare i racconti di vita delle persone nate prima del 1950 attraverso clips audio o video di qualche minuto prodotti dai protagonisti stessi del racconto, magari supportati da un nipote che lo aiutasse nella registrazione.

Memoro lancia l’invito e il pubblico risponde numeroso: “in poco tempo raccogliamo una gran quantità di materiale” ci racconta Lorenzo “tanto da attrarre l’attenzione della stampa e di conseguenza di altri paesi che hanno voluto replicare l’idea: oggi nel mondo si contano 17 Banche della Memoria, strutturate esattamente come la nostra.”

E così il fenomeno di autoprodurre il proprio video inizia a dilagare: non solo i protagonisti della storia inviano spontaneamnete i loro video, ma nascono anche i “Cercatori di Memoria”, ovvero persone desiderose di mantenere viva la memoria del loro luogo di origine. Basta richiedere alla redazione di Memoro di essere accreditato come “Cercatore”, e si può andare in giro per l’Italia a raccogliere storie.

La redazione interviene visionando tutti i filmati, lavorandoli con eventuali montaggi o inserimento di sottotitoli e completandoli di “attributi” necessari alla classificazione, relativi sia all’autore che al contenuto stesso: ogni racconto è inserito all’interno di  categorie e propone una serie di percorsi tematici al fine di rendere più facile la consultazione.

“Il nostro obiettivo” prosegue Lorenzo “è quello di insegnare alle generazoni più giovani il valore della memoria”. Proprio per sostenere questa sua finalità Memoro porta avanti diversi progetti con le scuole, ma anche con comuni, istituzioni, aziende, in modo da essere economicamente autonomo: vuole essere un progetto capace di generare ricchezza culturale ed economica. Questo valore non vuole essere accumulato, ma distribuito: la ricchezza culturale attraverso la disponibilità gratuita delle interviste on-line, la ricchezza economica usata invece per retribuire il lavoro delle persone coinvolte, per creare iniziative a livello locale e per supportare la crescita del progetto internazionale.

E che sia in forma di racconto orale, oppure scritto, o un video, o una raccolta di immagini; che sia una memoria lontana di tempi sconosciuti o una memoria giovane; che sia una memoria personale o collettiva…, se fra i mille impegni della vita quotidiana non si trova il tempo per sedersi ad ascoltare, si perde l’occasione di scoprire mondi e persone meravigliosi, utili per comprendere anche il presente e riflettere sulla propria vita.

 

www.memoro.org