LA CALDA ESTATE
DEL MART

Un'opera di Giuseppe Penone esposta al Mart di Trento e oivereto
Un'opera di Giuseppe Penone esposta al Mart di Trento e oivereto

Mentre il solstizio d’estate ha appena sancito l’inizio di quella che si prospetta essere una stagione tra le più calde degli ultimi anni, il Mart, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto ha già iniziato la sua programmazione estiva.

Il 2 giugno è stata inaugurata la prima mostra italiana sulla scultura lignea contemporanea, Legno | Lën | Holz, nella quale quindici artisti, appartenenti a diverse generazioni e tutti viventi, guidano il visitatore in un percorso tra le opere legate al tema del corpo umano, il tutto a cura di Gabriele Lorenzoni.

Legno | Lën |Holz è una mostra totalmente originale che accompagna lo spettatore lungo un percorso non ancora esplorato dai musei di arte contemporanea. La scelta curatoriale, che parte da una rigorosa selezione basata sull’uso della tecnica manuale dell’intaglio ligneo, si sofferma sulla figurazione del corpo umano in scala reale. Tema della mostra è quindi la ricerca sul corpo, che viene indagato attraverso l’esposizione di circa 40 tra sculture e installazioni i cui volumi si prestano a una dimensione museale. Un aspetto sicuramente molto interessante, è che un quarto dei lavori è inedito, infatti diverse sono le opere realizzate espressamente per la mostra o mai esposte prima. La Galleria Civica di Trento propone una selezione di opere realizzate in anni recenti da alcuni degli artisti più rilevanti: Livio Conta, Giorgio Conta, Fabiano de Martin Topranin, Aron Demetz, Gehard Demetz, Peter Demetz, Arnold Holzknecht, Walter Moroder, Hermann Josef Runggaldier, Andreas Senoner, Peter Senoner, Matthias Sieff, Adolf Vallazza, Willy Verginer e Bruno Walpoth. Si tratta di un gruppo di maestri della scultura che ha trasformato una tecnica tramandata di generazione in generazione in un medium adatto a confrontarsi con i linguaggi più attuali. I visi e i corpi intagliati nel legno propongono riflessioni sui temi del doppio, dell’alterità e dell’autorappresentazione. Il parallelismo fra i volumi scultorei in scala 1:1 che invadono gli spazi della Galleria e il corpo dello spettatore che si aggirerà fra essi è decisamente suggestivo.

Ma facciamo un passo indietro.

Il Mart è uno dei musei d’arte moderna e contemporanea più importanti d’Europa ed opera in tre luoghi distinti, a Rovereto dove troviamo la sede principale del Museo e la Casa d’Arte Futurista Depero, e a Trento dove possiamo visitare la Galleria Civica. L’edificio che ospita il museo è stato progettato dall’architetto ticinese Mario Botta e dall’ingegnere roveretano Giulio Andreolli. Botta ed Andreolli si sono ispirati a modelli classici per le forme e hanno dedicato una particolare attenzione alle soluzioni tecniche, in molti casi all’avanguardia

Il programma estivo è proseguito il 10 giugno a Casa Depero, dove è stata allestita la mostra di due artisti trentini, Gigiotti Zanini e Tullio Garbari, che si distinguono per l’originale contributo apportato alle vicende dell’arte italiana del primo Novecento. In un percorso a due voci, la mostra offre un ampio sguardo sull’opera di Gigiotti Zanini, di cui propone un gruppo di lavori approdati al Mart anche grazie al fondamentale contributo di Giorgio Zanini e della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, realizzati tra il 1914 e il 1958: da Ballerina, che attesta giovanili prove di adesione alla poetica futurista, alle opere dell’immediato dopoguerra, che testimoniano l’adozione di un linguaggio primitivista, giungendo ai più maturi dipinti novecenteschi e ai paesaggi degli anni Cinquanta. Il luogo dove è stata allestita questa mostra, la Casa d’arte futurista Depero, è un museo di arte futurista che ha sede a Rovereto. È stato ideato nel 1957 dall’artista Fortunato Depero, ed è l’unico museo in Italia fondato da un futurista.  Solo nel 1989 Casa Depero entra a far parte del Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Depero, un vero pioniere del design contemporaneo, curò personalmente ogni dettaglio: i mosaici, i mobili, i pannelli dipinti. Morì nel 1960, poco dopo l’apertura. Il 17 gennaio 2009, in occasione del centenario del Futurismo, il Mart ha dato una seconda vita a Casa Depero. Un complesso restauro, firmato dall’architetto Renato Rizzi, ha recuperato le zone originali progettate dall’artista, completandole con due nuovi livelli ispirati direttamente al gusto di Fortunato Depero. Dentro si possono ammirare, esposti a rotazione, circa 3000 oggetti lasciati dall’artista alla città, fra dipinti, disegni, tarsie in panno, grafiche e giocattoli.

Le sorprese non sono finite. Il 2 luglio a Rovereto il Mart presenta la mostra dedicata a uno dei momenti più ricchi dell’arte italiana del Novecento. In collaborazione con Fundación MAPFRE, dopo il grande successo spagnolo, atterra in Italia “Un’eterna bellezza”. Il canone classico nell’arte italiana del primo Novecento. Questa mostra rappresenta un ricco viaggio attraverso uno dei periodi più fecondi dell’arte italiana del Novecento, a circa un secolo di distanza.

Dopo la devastazione della Grande Guerra e le rivoluzioni estetiche delle avanguardie di inizio secolo, nel clima europeo del “ritorno all’ordine”, si affermano ricerche e movimenti, come la Metafisica, l’esperienza di “Valori Plastici”, il Novecento italiano e la poetica del Realismo magico che recuperano temi e soluzioni formali di lontane ma fondanti tradizioni artistiche. Attraverso capolavori assoluti del primo Novecento, Un’eterna bellezza propone un percorso tra le opere dei maestri dell’arte italiana che guardano al passato e al canone classico come fonte di ispirazione.

Il percorso espositivo è articolato in sette sezioni: Metafisica del tempo e dello spazio; Evocazione dell’antico; Ritorno alla figura. Il ritratto; Il nudo come modello; Paesaggi; Poesia degli oggetti; Le stagioni della vita. In mostra oltre cento opere di alcuni tra i più significativi protagonisti dell’arte italiana: Carrà, Casorati, de Chirico, de Pisis, Savinio, Severini, Sironi ma anche Bucci, Cagnaccio, Donghi, Dudreville, Funi, Malerba, Marini, Martini, Marussig, Oppi e Wildt.

L’ultima data da segnare sul calendario è quella del 22 luglio.  Il Mart dedica ad Armando Testa, nel centenario della sua nascita, una mostra immaginifica che esplora l’universo visivo di una delle menti più eclettiche e feconde del panorama creativo italiano.

In occasione di questa importante data, è stato lanciato anche #ArmandoTesta100years, che prevede la pubblicazione di un video personale con l’# del progetto per poter diventare parte di un’opera d’arte collettiva che non avrà mai fine.

“C’è un fuoco che unisce gli artisti di tutto il mondo.

È quello che ci spinge a creare.

E noi vogliamo condividerlo, per un istante.

Sfoderate i pennelli, stappate i pantoni.

Sfilate le penne, accendete le matite.

Fatelo come volete, non importa.

Tenete viva la fiamma.”

Un’idea per poter “far vivere” ancora uno tra i più importanti pubblicitari del secolo scorso. Personaggi e immagini delle sue creazioni sono diventati vere e proprie icone della cultura visiva italiana del secondo dopoguerra: dagli stravaganti Caballero e Carmencita del caffè Paulista alla suadente bionda della birra Peroni, dalle sintetiche geometrie rosse del vermouth Carpano alle robuste forme dell’elefante Pirelli.

Scandito da alcune tra le principali interviste storiche all’autore, il progetto espositivo esplora la modernissima costellazione di “ismi” , Futurismo, Astrattismo, Surrealismo, di cui Testa è stato un traduttore d’eccezione. In mostra bozzetti, manifesti, spot televisivi, disegni, collage, serigrafie e fotografie, ma anche dipinti e sculture.

Questo è il Mart. In estate

www.mart.tn.it