INDOVINA CHI VIENE A CASA CERETTO? Marina Abramović AD ALBA

Agrodolce
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Esiste un filo rosso che unisce la cultura del vino all’arte contemporanea? Senza dubbio sì, e non può essere altro che quello dell’eccellenza, quando si parla della famiglia Ceretto, proprietaria di una delle cantine più prestigiose d’Italia, e se l’artista in questione è la regina, anzi, la Grandmother della performance art Marina Abramović. Quando le due realtà si incontrano, l’una arricchisce l’altra di nuovi significati, aprendosi reciprocamente le porte verso i rispettivi mondi e i loro frequentatori.

Prima di tutto lei, Marina: “Quando avevo 14 anni, ho pensato che avevo un aspetto terribile. Ho indossato queste scarpe tipiche slave con fondo di metallo in modo che si può sempre sentire me arrivare e questa gonna principessa davvero brutta e camicia con il primo bottone chiuso. Ho avuto un taglio di capelli ragazzo, un volto bambino coperto con brufoli, e davvero un grande naso”.

Poi la famiglia Ceretto, che fondò l’azienda vitivinicola ad Alba alla fine dell’Ottocento acquisendo i migliori vitigni di Barolo e di Barbaresco delle Langhe, e che dopo circa un secolo di attività imprenditoriale ha iniziato a sviluppare un forte interesse nei confronti dell’arte e dell’architettura contemporanea. Prima iniziativa della famiglia in quel settore è stata, nel 1999, la ristrutturazione della Cappella del Barolo, nel vigneto Brunate di La Morra, resa multicolore dagli artisti David Tremlett e Sol LeWitt. Nel 2000 è stato costruito a Bricco Rocche il Cubo, un avveniristico edificio di vetro privo di intelaiatura, e divenuto uno dei simboli architettonici del Barolo. Nel 2009 è stato inaugurato presso la Tenuta Monsordo Bernardino, il luogo d’accoglienza della famiglia, l’Acino, un edificio a forma di gigantesco chicco d’uva che sorvola il vigneto, come un’astronave parcheggiata su una base spaziale. La passione per l’arte della famiglia Ceretto ha portato, l’anno successivo, alla costruzione della Casa dell’Artista, un loft moderno ricavato da un antico casolare sulla collina sovrastante la tenuta, pensato per ospitare nelle Langhe artisti provenienti da tutto il mondo. Da allora la famiglia si è impegnata nell’organizzazione annuale di mostre con ospiti di fama internazionale, portando ad Alba le loro opere.

Holding the Milk si inquadra dunque in questo contesto, ed è la settima mostra, in ordine cronologico, ad arricchire con un ulteriore tocco artistico l’esperienza dei visitatori della città piemontese. Organizzata dal Comune di Alba nel corso della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, la mostra sarà inaugurata domani, 28 settembre, al Coro della Maddalena, in via Vittorio Emanuele II 19, in presenza dell’artista Marina Abramović. Holding the Milk è una delle tre video-installazioni realizzate dalla performer serba nell’ambito del progetto artistico The Kitchen, Homage to Saint Therese, elaborato nel 2009 e costituito anche da nove fotoritratti. Le installazioni video sono state girate nella cucina dell’ex monastero abbandonato La Laboral a Gijón, in Spagna, dove in passato le monache accudivano bambini orfani. L’opera rimanda alla vita della mistica spagnola Santa Teresa di Avila, ma si intreccia con i ricordi d’infanzia dell’artista. “La cucina di mia nonna è stato il fulcro del mio mondo” ha infatti dichiarato Marina Abramović “Tutte le storie venivano raccontate in cucina, ogni consiglio sulla mia vita veniva dato in cucina, il futuro, contenuto nelle tazze di caffè nero, veniva letto e annunciato solo in cucina; quindi è stata davvero il centro del mio universo, e tutti i miei ricordi più belli nascono lì. L’ispirazione di questi lavori nasce dalla combinazione tra la rievocazione della cucina della mia infanzia, la storia di Santa Teresa d’Avila, e questa straordinaria cucina abbandonata piena di bambini, tutto insieme e nello stesso momento.”

Ospite della famiglia Ceretto nella Casa dell’Artista, la Abramović incontrerà il pubblico dopodomani, 29 settembre, alle 18.30, presso il Teatro Sociale Giorgio Busca, in Piazza Vittorio Veneto 3. In un evento a ingresso libero fino a esaurimento posti, Marina racconterà sé stessa, il suo lavoro e i suoi progetti, rispondendo alle domande che le saranno rivolte. A onor del vero, Marina Abramović, pur non apparendo di frequente al di fuori delle sue esibizioni, non si è mai sottratta all’interazione con il pubblico. Le sue performance hanno anzi esplorato i confini più estremi della relazione fra artista e pubblico, spingendosi con la straordinaria, quasi inumana forza della sua mente oltre i limiti fisici del corpo, di fronte allo sguardo talvolta affascinato, talvolta sconvolto, ma di sicuro non indifferente, di centinaia di persone. Spesso la reazione di chi assiste è parte integrante della performance. Marina è una forza della natura che riesce a essere più forte della natura stessa.

Holding the Milk sarà visitabile fino al 12 novembre dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 18, il sabato e la domenica dalle 10 alle 18.

http://www.ceretto.com/it