L’arte all’epoca dei Transformers

© Danilo Baletic: Zinzow
© Danilo Baletic: Zinzow

A partire dal 3 di marzo, e per un paio di mesi, Milano sarà invasa dai robot. Non robot qualsiasi, ma quelli costruiti dall’artista montenegrino Danilo Baletic con rottami di auto e camion, protagonisti della mostra Transformers Art, che sarà visibile presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, in via San Vittore 21, da venerdì 3 marzo a lunedì 1° maggio. Le gigantesche creazioni di Baletic, nell’esposizione promossa da Baha Fine Arts, giungono in Italia in quella che sarà la prima tappa di un tour mondiale che comprende Danimarca, Inghilterra e Stati Uniti, per poi sbarcare in Asia.

Realizzate utilizzando materiali recuperati nelle discariche, le imponenti sculture metalliche sono la prova inconfutabile che anche i rifiuti possono divenire una risorsa. E non soltanto a scopi industriali, ma anche artistici: basta possedere l’immaginazione e lo spirito creativo di un bambino alle prese con il suo giocattolo preferito.

Conosciamo tutti i mitici Transformers, alieni robotici capaci di “trasformarsi” in mezzi di trasporto, nati nel 1984 come linea di giocattoli prodotti dalla Hasbro e protagonisti, fino a oggi, di un numero impressionante di cartoni animati, fumetti, film e videogiochi. Pur avendo riscosso un enorme successo in ogni versione, nessuna ha mai eguagliato il fascino dei modellini originali in plastica e metallo, in quanto solo questi ultimi rendevano concreta e palpabile la mutevole fisicità che caratterizzava i personaggi, racchiudendo in un unico giocattolo la passione per i robot, dilagata con gli anime giapponesi anni Settanta come Goldrake e Mazinga, e quella più tradizionalista, e tipicamente occidentale, delle “macchinine”.

Quella stessa passione con la quale è cresciuto Danilo Baletic, classe 1992, studente presso l’Università di Donja Gorica. Nel 2012, a soli vent’anni, ha creato il suo primo robot con rifiuti metallici e nel corso degli anni dalla sua fantasia sono nati ben dieci robot giganti, mentre altri cinque sono in fase di realizzazione. Fra questi Megatron, che con il celebre villain (il cattivo) della serie prodotta dalla Hasbro non condivide soltanto il nome ma anche l’imponenza, preannunciandosi come la scultura attualmente più alta a essere stata costruita da un artista vivente.

I suoi Transformers rappresentano per il Museo milanese un’occasione perfetta per riflettere sui molti temi da esso affrontati: dalla robotica alla sostenibilità, dal rapporto fra l’uomo e la macchina al riutilizzo creativo dei materiali. Tutte questioni che, in questo contesto, si influenzano positivamente, giungendo a fondersi e creando nuovi linguaggi, nuove prospettive, nuovi significati.

Nei primi weekend di apertura al pubblico, il Museo proporrà inoltre ai visitatori, contestualmente all’esposizione, alcune attività interattive ad essa ispirate. In particolare, sabato e domenica 4-5 e 11-12 marzo, sarà organizzata l’iniziativa Transformers fai da te, in cui adulti e bambini da 7 anni in poi, portando un vecchio giocattolo o un oggetto qualsiasi, potranno trasformarlo in una nuova creatura capace di muoversi. Tutti pronti a indossare il grembiule di Geppetto? Il nostro Pinocchio dal corpo di rottame, ma con un cuore antico e nobile come la fantasia, non aspetta che noi per prendere vita.