Dai webeti ai petalosi. Nasce Parole in cammino, Il Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia

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Abbiamo mai pensato davvero a come è nata la nostra lingua, a quante persone la parlano, quante differenze ci sono al cambiare delle città e delle regioni? Ma soprattutto ci rendiamo conto, nell’arco della nostra giornata,  a quanti diversi linguaggi mettiamo in atto? E a chi di noi, non più giovanissimo, non è capitato almeno una volta di non comprendere il linguaggio dei ragazzi a fianco a noi alla femata dell’autobus?

L’affascinante mondo del linguaggio lo scopriamo sino al 9 aprile a Siena, dove prende il via la prima edizione di “Parole in cammino, il Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia“, realizzato dall’associazione “La Parola che non muore” e ideato e diretto da Massimo Arcangeli.

La città di Siena si propone come il punto di partenza e di arrivo di un percorso culturale sulla storia dell’italiano che toccherà altri luoghi centrali per la nascita e lo sviluppo della nostra lingua.

Il progetto più generale è promosso dall’Università per Stranieri di Siena ed è l’evento che apre in Toscana il calendario delle Celebrazioni del Centenario della fondazione della Scuola di lingua italiana per Stranieri (1917-2017).

A co-promuovere il Festival il Comune di Siena e la Regione Toscana, con la partecipazione dell’Università degli Studi di Siena.

L’evento è pensato come un itinerario sull’italiano fra passato, presente e futuro, ma con il prezioso contributo portato alla storia linguistica, sociale, culturale del nostro paese dalle tante altre “lingue” presenti sul territorio (dialetti, lingue minoritarie, linguaggi giovanili, lingue di contatto, gerghi tecnologici..), dalle maggiori lingue di cultura, con riferimento alla traduzione letteraria,  alle parole “in viaggio”, alla comunicazione non verbale (la lingua dei segni, il linguaggio del corpo).

Il festival punta a fare di Siena il centro strutturale, organizzatore, propulsore di una manifestazione annuale che coinvolgerà, negli anni, le tre città della Toscana sede di altrettante università (Firenze, Arezzo,Pisa) e anche altre regioni, città, cittadine e borghi italiani, con l’intento di reaizzare un percorso tematico comune.

Saranno tre giorni di incontri, con un centinaio di ospiti tra accademici, intellettuali, poeti, scrittori, artisti, giornalisti; e saranno premiati Enrico Mentana per il neologismo “webete”, Matteo T. della scuola elementare Marchesi di Copparo in provincia di Ferrara per l’invenzione del termine “petaloso” e alcuni degli studenti vincitori delle Olimpiadi dell’italiano, grazie ad un’iniziativa svolta in collaborazione con il MIUR.

Tre le attività collaterali che, nella loro fase finale, approderanno al festival: due laboratori indirizzati a coinvolgere le scuole senesi, ma anche tutte le altre scuole toscane disposte a sposarli: il primo per la composizione di un testo italiano originale da cantare, il secondo per la realizzazione di un progetto sulle parole che sono in grado di cambiare il mondo. La terza iniziativa, realizzata in collaborazione con TwLetteratura (https://www.twletteratura.org), è invece un contest per tradurre/inventare parole da lanciare via Twitter (account: @ParoleInCammino; hashtag #Twittabolario).

Nei tre giorni del festival sarà anche allestita una Fiera del Libro di Italiano (Gallerie di Palazzo Patrizi), accompagnata da incontri organizzati dagli editori aderenti. I partecipanti alla manifestazione potranno infine visitare, con l’ausilio di una guida, il Museo Civico, il Complesso di Santa Maria della Scala e il Teatro Comunale dei Rinnovati.

L’evento vede altresì la collaborazione del complesso museale di Santa Maria della Scala, dell’Opera Laboratori Fiorentini, dell’Accademia della Crusca, della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI) per la Toscana e ancora della Società Dante Alighieri, del MIUR, del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Bologna, dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, della Camera di Commercio di Frosinone e di ConfimpreseItalia, dell’Associazione Culturale “Il Liceone”.