CRISTINA CUCURNIA
LA SIGNORA DEI PROFUMI ARTIGIANALI

profumi artigianali

“Cercare di imbottigliare un’emozione”: è questo l’obiettivo di Cristina Cucurnia, donna e imprenditrice che è riuscita a trasformare la sua passione in un vero e proprio lavoro. Una passione innata quella dei profumi artigianali, enfatizzata anche dalla sua infanzia passata al Cairo, città d’eccellenza per gli oli essenziali. Cristina, infatti, fin da piccolina si divertiva tra le bancarelle a sentire i profumi e a riconoscere le fragranze. Da allora non si è più fermata e, tornata in Italia, appena si è presentata l’occasione di prendere in gestione una profumeria, ha iniziato il suo lungo e personale viaggio nel magnifico mondo dei profumi.

La differenza principale tra un prodotto di nicchia e una fragranza commerciale è, prima di tutto, nella sua originalità. Nella profumeria artistica, infatti, il creatore è libero di esprimere la sua creatività senza dover attenersi a canoni o a trend, sperimentando in piena libertà nuovi accordi e nuove piste olfattive.

Fu proprio un preciso momento della sua vita a farle capire che la sua era un qualcosa di più di una semplice passione, ma una dote, una vera e propria arte. Ci vuole naso. Un giorno un cliente entra nella sua profumeria e le chiede di ritrovare il suo profumo dentro una cesta.  Lei lo annusa e lo ritrova. Sembra il racconto di Calvino “Il nome, il naso”. Da lì la convinzione di dover allenare questo talento e farne tesoro. Inizia a studiare l’arte profumiera e a frequentare corsi prima a Grasse e poi a Milano. Nel 2011 nasce “Dueci”, la sua scommessa imprenditoriale.

I profumi artigianali personalizzati di Cristina vengono creati con oli essenziali naturali nel suo laboratorio a Marina di Carrara. Il suo è un mestiere antichissimo, risalente ai tempi delle piramidi. Il mastro profumiere, nato proprio nell’antico Egitto, quando i faraoni avevano un loro profumo sacro, il mitico Kyphy. Passato nei secoli attraverso alambicchi, campi di lavanda ed esperimenti al limite dell’alchimia, questo lavoro ha subito drastici cambiamenti negli ultimi decenni. Accantonati i laboratori artigiani, dove fino a poco tempo fa si formavano i “nasi”, l’educazione delle nuove leve si è spostata su percorsi più classici, dai corsi professionali fino ai percorsi post-laurea. Una domanda che sorge spontanea è, sicuramente: come si diventa “naso”?

Profumi

Chi vuole lavorare nel settore in posizione dirigenziale può frequentare i master universitari in scienze e tecnologie cosmetiche, riservati di solito ai laureati in farmacia o chimica. Il più famoso, se si punta a un’istruzione internazionale, è quello dell’Isipca, a Parigi, fondato 40 anni fa da Jean-Jacques Guerlain. Tra i corsi proposti, anche quello specifico per diventare preparatore di profumo. Un’altra scuola parigina di altissimo livello è l’esclusiva École Supérieure du Parfum, della durata di quattro anni. Anche in Italia esistono diversi corsi, tra cui il Master in Business e Management in Fragranze e Cosmetici dell’Università di Padova, organizzato in partnership con l’Isipca, e quello dell’Università di Milano Bicocca, entrambi di un anno. I percorsi didattici proposti dall’Università di Siena e da quella di Napoli coprono invece due anni.

Ma cos’è un profumo? Cristina ha la sua definizione: “Il profumo deve rispettare e rispecchiare l’essenza di ogni persona, non deve risultare invadente ma deve saper raccontare qualcosa di sé in maniera discreta, un vero biglietto da visita”. Dietro ogni creazione, insomma, c’è la storia di chi lo indossa. Non è un percorso immediato, serve molto lavoro: “Dopo aver conosciuto la persona, inizia il percorso della creazione di campioni e dopo due mesi, se il primo in esame va bene, si parte con la realizzazione del profumo vero e proprio”.

Come diceva Edmond Roudnitska, uno dei più grandi profumieri del XX secolo, “per creare nuovi accordi, nuove forme olfattive, è sufficiente che pensiate “in odori” come un pittore pensa “a colori” e un musicista “a suoni” …“.

Ogni creazione profumata si realizza prima nella testa che nel naso che riesce a immaginare come si combineranno le materie prime, come accade nella mente di un pittore che vede il quadro prima di dipingerlo o di un musicista che sente prima di suonare.