Bill Viola e quella domanda: “Chi sei tu quando sei da solo?”

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Non posso non pensare a Bill Viola. Si, è vero, c’è una sua mostra a Palazzo Strozzi a Firenze, ne abbiamo parlato anche noi di Memo. Eppure non è questo quello che voglio dire. Ricordo perfettamente, nei minimi dettagli, la prima volta che ho visto un suo lavoro. Quell’ombra lentissima che da dietro la sottilissima cascata attraversava l’acqua e diventata colore, carne, stupore e (in quel caso) viso di donna. Quello sguardo pieno di domande ti cercava, ti frugava dentro, rimaneva senza risposte oppure le risposte che riceveva semplicemente non gli piacevano perché poi si girava e preferiva tornare nell’ombra. Oppure tornava ad essere ombra. Dipende dai punti di vista. Rimasi immobile, lo sguardo fisso, mentre altre ombre attraversavano l’acqua e diventavano uomini, bambini, vecchi, ragazze. Tutto era perfetto quel giorno. Ero con le persone giuste, nel posto giusto, nel momento giusto. Già proprio un piccolo momento perfetto che mi ha regalato una delle emozioni più forti e più raccontate della mia vita. Quando li vivi quei momenti non sai mai che sono solo momenti. Sembra il tuo infinito presente. Oggi è un ricordo ed in omaggio a quel ricordo sono andato a cercare una sua vecchia frase che copio e incollo qua sotto perché ha tanto da dire al mio presente e credo non solo al mio: “Chi sei tu quando sei da solo? Chi sei tu quando sopravviene l’idea? Chi sta davvero realizzando il lavoro? Io considero ciò che sto facendo come un viaggio. È un percorso lungo una vita. Ha origine nel profondo, dentro di me, in un luogo del quale non ho il controllo. È un dono. Io so che sarò in viaggio lungo questo percorso fino al giorno in cui morirò, o almeno finché la voce interiore non mi abbandonerà. Questa verità mi dà forza. È l’essenza di ciò che faccio, di chi sono. Si basa su una combinazione di certezze e di mistero. Si basa anche sull’onestà, onestà nei confronti di me stesso e degli altri, nella forma e nell’essenza del lavoro, onestà nei confronti dell’ispirazione che mi ha guidato, benché a volte io non riesca ad arrivarci”. Ecco quel viaggio continua. Anche per me.