La fragile verità
della bellezza

 

“Bellezza” è anche “Verità” e ciò che è “verosimile” non è quasi mai “Vero”. Il verosimile gioca su ignoranza e paure. Rafforza i pregiudizi. Saper distinguere il verosimile dal Vero significa vaccinare la società contro le false notizie. Pensare con la propria testa → Agitarsi → Scegliere → Prendere posizione → Agire di conseguenza. Esorcizzare la sensazione che siamo su un piano inclinato, che stiamo scivolando verso il basso e che non ci possiamo fare niente. Pensare che è inutile agitarsi perché nulla può cambiare è semplicemente sbagliato. Ci proietta in una condizione psicologica di sopravvivenza. Ci rende cinici, indifferenti, felici nella nostra mediocrità. Pensare che è inutile agitarsi significa sabotare la società, essere retroguardia quando dovremmo essere avanguardia. “E’ quello che dice la gente”, “che voto a fare tanto sono tutti uguali”, “chi se ne frega”, “tanto non cambia niente”, sono frasi fatte che pronunciate di continuo si fanno convinzione e aprono la strada a estremismi, di destra e di sinistra, che la storia ha già conosciuto. Non sono tutti uguali, perché non siamo tutti uguali. Almeno sotto un profilo. C’è chi vuole tornare indietro e chi vuole andare avanti. Indietro o avanti rispetto a ciò che di bello abbiamo, che magari è migliorabile ma che non dobbiamo dare per scontato. Desistenza, pressappochismo e indifferenza – ne abbiamo parlato in un incontro con gli studenti del progetto Bejour del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza – derivano da un’assordante afonia intellettuale, da quella che possiamo definire una vera e propria “diserzione delle elite”, da quanto non abbiamo fatto e di quel poco che è in nostro potere di fare per lottare contro l’indifferenza. A questo servono, per esempio, le “ore di sogno” che il Bar Europa sta promuovendo. A rendere l’idea, soprattutto ai più giovani, di quanto sia profonda la nostra cultura e di come sia complessa la nostra identità. Sono uno stimolo a risvegliare le nostre coscienze ad accorgerci di chi e di cosa ci circonda, a sorprenderci, indignarci e meravigliarci. Come la stessa insegna del Bar Europa, rappresentano un invito ad agitarsi, a voler agire e prendersi cura dei diritti, delle libertà, della cultura, di tutta la bellezza che condividiamo, che è nostro preciso dovere salvaguardare e, dove possibile, accrescere. Per cambiare, in meglio. Come italiani e come europei.

 

Michele Gerace

Cofondatore del Bar Europa e autore del libro “E’ l’Europa, bellezza!”, Rubbettino