Anna Castagnoli: “Voglio la luna di giorno anche di notte”

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È una di quelle persone per cui ti chiedi: ma come fa a fare tutto? Anna Castagnoli. Illustratrice e autrice, è nata in Francia ma è di origine italiana, vive a Barcellona e gira l’Europa per corsi, premi e riconoscimenti. Anna scrive, illustra, insegna. Ha un blog (lefiguredeilibri.com) che aiuta illustratori e aspiranti tali a districarsi nel magico mondo dell’editoria per ragazzi. E il suo stile, poetico, fatto di colori pastello e visetti paffuti, sa di buono, di soffice, di fresco. Ogni suo album illustrato – e questo succede anche laddove vesta i panni dell’autrice dei testi – trasmette una sensazione di benessere. Forse per quegli echi di infanzia felice che spesso Anna fa riaffiorare. Noi le abbiamo sottoposto le nostre domande. Vediamo cosa ci ha risposto.

La sua personale definizione di cultura
Qualsiasi libro, esperienza, brano musicale, spettacolo, canto di uccelli, tramonto, equazione matematica, cartina topografica, dialogo, spettacolo, immagine che ci aiuti a vivere insieme meglio. La cultura è un’attitudine nei confronti del mondo, non un sapere.

La sua personale definizione di creatività
Scoprire nuovi ordini del mondo là dove pensavamo che l’unica alternativa all’ordine stabilito sarebbe stata il disordine.

La più bella frase che ha letto in un libro
Oh, e la notte, la notte, quando il vento pregno di cosmico spazio ci smangia la faccia”. (R.M. Rilke, Elegie Duinesi, Einaudi 1978).

L’ultimo albo illustrato che ha regalato e l’ultimo che ha sfogliato
Una copia del mio ultimo libro illustrato Il volo della famiglia Knitter (testo di Guia Risari) a una vicina di casa; Un grande giorno di niente di Beatrice Alemagna (stupendo).

Il luogo ideale dove illustrare
Una casa bianca sul mare circondata da pini in un giorno di sole.

L’illustrazione che avrebbe voluto fare
Questa di Marigard Bantzer, tratta da un libro degli anni 30 del secolo scorso.

Qual è il quadro dove vorrebbe abitare?
Per restare in tema case con pini: una veduta di Rubaldo Merello.

Una notte in quale museo?
Il Mauritshuis de L’Aia.

Il suo illustratore preferito
Tom Seidmann Freud, la nipote di Freud. Negli anni 20 creò alcuni libri-gioco e album che sono dei capolavori della storia dell’illustrazione.

Il personaggio storico che vorrebbe incontrare
Lo scienziato e filosofo arabo Alhazen. Senza di lui non avremmo avuto l’invenzione della prospettiva e tutto il rinascimento. Gli chiederei lezioni di “vedere”.

La canzone a cui non può rinunciare
Tre Madri di Fabrizio de André, un inno alla compassione.

Il suo primo incontro con l’arte
Mia madre su un balcone torinese che apre la mano e mi mostra alcune perline di vetro, dicendomi: “Guarda come brillano, questa è la bellezza”. Avevo tre anni.

Cosa chiede al mondo di domani?
Una nuova classificazione della vita sulla terra dove alle piante viene attribuito il posto più intelligente; un rapporto radicalmente diverso della società con l’infanzia e l’adolescenza (con l’Altro in generale).

Cosa attira la sua attenzione quando visita una nuova città?
Qualità, colore, trasparenza della luce.

L’oggetto che ha cambiato di più la sua quotidianità?
Il computer. Prima le mie giornate avevano un panorama più limitato.

Sono italiana perché?
Perché sono obbligata a scriverlo su qualche documento. Ma mi sento europea. Anzi: terrestre.

Elogio della parola più importante, citazione della parola più odiata?
Tutte le parole sono belle e non ne odio nessuna. Se proprio devo sceglierne qualcuna prima di addormentarmi: palma; blu; stella; infanzia.

La frase preferita da portare su una t-shirt
Voglio la luna di giorno anche di notte.

La domanda che aspetta sempre una risposta
Non so quale sia, ma è l’unica veramente indispensabile.

Io sono cultura perché?
Perché ho una storia scritta in me di qualche miliardo di anni.