Un nuovo corso
per l’animazione italiana?

animazione

Per gentile concessione di Fondazione Symbola pubblichiamo l’intervento di Giulietta Fara e Mario Bellina dedicato al tema dell’animazione, pubblicato sull’edizione 2017 del rapporto IO SONO CULTURA dedicato all’industria culturale e creativa in Italia.

 

Dopo un lungo periodo di stagnazione, l’industria dell’animazione ha mostrato negli ultimi anni dei segni di rinascita. La nascita di nuovi studi indipendenti, il rafforzamento della associazioni di settore, un rinnovato interesse verso i target infantili da parte dei broadcaster sono alcune delle manifestazioni che hanno portato un nuovo fermento nel mondo del cartone animato tra il 2016 e il 2017. A sottolineare che il settore si trova ad un giro di boa, due novità degli ultimi mesi: l’approvazione della legge sulla Disciplina del Cinema, dell’Audiovisivo e dello Spettacolo e la creazione della prima associazione di produttori europei di animazione. Cambiamenti di “sistema” importanti quindi, ma non solo. L’animazione italiana esce dai suoi confini, grazie all’interesse del cinema, che porta a nuova luce una serie di competenze di animazione volte alla produzione di effetti visivi per il genere fantastico ed horror. Ma anche grazie all’interesse crescente verso l’animazione più raffinata da parte di brand internazionali e di istituzioni culturali che, attraverso l’animazione, raccontano i propri spazi museali e i propri progetti di ricerca.

La stagione 2016/2017 doveva essere per l’animazione, come per tutto il sistema cinematografico e audiovisivo italiano, un anno cruciale sia per gli annunciati provvedimenti legislativi in materia, sia per l’imminente riassetto del servizio televisivo pubblico. E qualcosa effettivamente è cambiato.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di legge sulla Disciplina del Cinema, dell’Audiovisivo e dello Spettacolo che prevede la creazione di un fondo per il sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva e garantisce risorse per 400 milioni di euro all’anno (+150 milioni, +60%) oltre a strumenti automatici di finanziamento con forti incentivi per giovani autori e società produttrici. In dettaglio tale decreto potenzierebbe i tax credit incentivando (fino al 30%) chi investe nell’audiovisivo (e nell’animazione) e introdurrebbe procedure più trasparenti in materia di obblighi di investimento e programmazione di opere audiovisive nazionali da parte dei cinema e dei broadcaster.

Inoltre è avvenuto il tanto annunciato cambio al vertice di Rai Ragazzi, la struttura che gestisce i canali (Rai Gulp e Rai YoYo) e i budget dedicati alle produzioni animate. A lasciare la poltrona il discusso Massimo Liofredi, il direttore acchiappashare. Al suo posto arriva Luca Milano, già numero due di Rai Fiction. Un cambiamento di rotta nel segno della continuità. Accanto a lui, come vice, Maria Mussi Bollini, già vice Direttore del CP di Torino e di Rai Ragazzi. Cosa aspettarsi? Una spinta propulsiva per la produzione di nuove serie animate alla luce dei successi ottenuti nella scorsa stagione da titoli come Topo Tip (la serie realizzata da Studio Bozzetto, capace di tenere testa a prodotti di punta come Masha e Orso e Peppa Pig) o Boo Boom (la serie sulla guerra di Graphilm). Dall’altro la messa in onda delle serie animate targate Rai Fiction che non hanno ancora visto la luce all’interno dei palinsesti di Rai Gulp e YoYo.

Un cambiamento importante visto che il principale partner di mercato per i produttori resta la Rai. Certo non manca la produzione di prodotti indipendenti, che però non arriva alle sale cinematografiche o alla distribuzione televisiva, ma rimane in ambito festivaliero o online sui principali canali social dedicati al video, come Vimeo o Youtube. Al Future Film Festival 2017, che si è svolto a bologna lo scorso Maggio si sono visti in concorso oltre duecento cortometraggi provenienti da tutto il mondo (con una predominanza di Francia, Russia, UK, Canada) e solo nove di questi erano italiani. Tra questi, sia Merlot di Marta Gennari e Giulia Martinelli, uno dei più interessanti lavori usciti dal CSC di Chieri (Torino) lo scorso anno, sia Isabella d’Este Virtual Studiolo di Giovanni Bellavia (produzione Cineca), si sono aggiudicati premi importanti come il premio del pubblico (il primo) e il premio della giuria online (il secondo). Altro premio interessante assegnato al Future Film Festival è stato il nastro d’argento per il miglior corto a Life sucks! But at least I’ve got elbows di Nicola Piovesan, consegnato all’autore proprio in occasione della presentazione della sua produzione al festival. In realtà non si tratta di un corto ma di un episodio della serie omonima, un progetto, scritto insieme a Matt Willis-Jones, in cui Nicola Piovesan racconta il senso della vista attraverso gli occhi di un padre single e dei suoi due figli. I dodici episodi, che utilizzano un linguaggio adatto al pubblico non solo italiano del web, sono realizzati tra animazione 3d e riprese dal vero.

Ancora, interessante la produzione di effetti visivi per il cinema, e il ritorno di un cinema di genere fantastico ed horror anche nel nostro paese, seppure ancora relegato a situazioni underground e di scarsa o nulla distribuzione. Con la sezione Apocalissi a basso costo il Future Film Festival ha fatto un punto su quanto, negli ultimi dieci anni ma in particolare nell’ultimo anno, giovani registi italiani si stiano riavvicinando a questi generi cinematografici da tempo abbandonati nel nostro paese, facendo largo uso di animazione digitale per gli effetti, a volte anche “rudimentali”, di queste pellicole. Almost dead, film del 2016 di Giorgio Bruno presentato al FFF nella sezione Follie di Mezzanotte, affronta con dignità e maestria il genere horror, così come il mago degli effetti speciali Victor Perez, spagnolo di origini, sta lavorando con passione agli effetti del secondo capitolo de Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, ancora adesso in produzione. La rinascita di questi generi (scifi, horror, fantastico) porta a nuova luce una serie di competenze di animazione non volte alla realizzazione propriamente di cartoon, ma comunque di “parti animate” di film live.

Tornando più propriamente al cartoon, l’edizione 2017 di Cartoons on the bay, per la prima volta a Torino, ha premiato con il Pulcinella Award i migliori prodotti seriali internazionali tra i quali anche una serie italiana che ha trionfato nella sezione Preschool. Si tratta di YoYo e ha per protagonisti i gemellini testimonial dell’omonimo canale. Una serie prodotta da Showlab Srl, con l’animazione e le scenografie realizzate dal maestro Ugo Nespolo. ll festival targato Rai Com ha poi introdotto una nuova categoria dedicata ai lungometraggi, in cui ha trionfato Iqbal – Bambini senza paura, prodotto dallo Studio Gertie e diretto da Michel Fuzellier. In selezione anche un altro film italiano realizzato in animazione 2d dal titolo East End, ambientato nella periferia romana. Un tentativo di intercettare con il disegno animato politicamente scorretto il target degli young adults azzardato dai registi Luca Scanferla e Giuseppe Squillaci. Oltre ai Pulcinella Award a Cartoons on the bay sono stati assegnati i premi del Pitch Me dedicato ai migliori progetti indipendenti d’animazione. I tre progetti vincitori sono: Rav – Revange of Angry Vegetables di Francesco Forti, Wacca di Dan Strano e Leonardo Cordio e Le Indagini di Abby G sviluppata all’interno della scuola di scrittura Bottega Finzioni da Chiara Pagliochini, Caterina Brasa, Natalia Guerrieri, Alice Montagnini ed Elisa Rocchi. Da menzionare infine alcuni premi speciali che hanno scelto Cartoon on the bay come palcoscenico: il premio Unicef che è andato alla serie Dixiland 2 di Andrea Zingoni; il premio Giuseppe Laganà vinto da HUMUS diretto da Simone di Rocco, Simone Cirillo, Dario Livietti e Alice Tagliapietra, tutti neo-diplomati del Centro Sperimentale di Cinematografia di Chieri; e per la prima volta il premio MigrArti Cartoon, dedicato ai migliori progetti d’animazione a tema “migrazioni”, vinto da Buona notte di Caterina De Mate, Un tuffo nel futuro di Enrico Caroti Ghelli e Trottole di Lorenzo Latrofa. Il premio aggiudicatosi da Latrofa dello studio La Testuggine è particolarmente significativo visto il lutto che ha colpito lo studio. La scomparsa prematura della giovane autrice Marta Palazzo, la cui “passione guerriera” rimane in un cortometraggio dal titolo Concetta realizzato all’interno del progetto Past Forward, serie per il web prodotta da Apulia Film Commission, in streaming sul portale Repubblica.it.

Anche il mondo della pubblicità si avvale sempre più di animazione raffinata, come il caso di Bulgari che ha scelto per molte sue promozioni il linguaggio di Virgilio Villoresi, dedicandogli recentemente anche un documentario per far vedere al pubblico lo straordinario lavoro artigianale dell’autore italiano che lavora molto con la stop-motion. Anche Ceres, marchio storico di birre, ha recentemente affidato la sua comunicazione ad un cartoon realizzato in animazione al computer, frutto di una co-produzione italo-spagnola. Le istituzioni museali e i progetti di ricerca hanno anch’essi ultimamente scelto l’animazione per raccontare i propri spazi e progetti. Così il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha utilizzato l’animazione, realizzata da MAD Entertainment, per il Progetto OBVIA, dedicato alla disseminazione dell’Immagine del MANN. E non ultimo il Cineca, che con il già citato corto dedicato alla ricostruzione virtuale dello Studiolo di Isabella d’Este è riuscito a raccontare “scientificamente” una serie di studi al riguardo, proprio grazie all’animazione.

Tra le associazioni di categoria che si occupano di autori e produttori di animazione ed effetti visivi in Italia un ruolo di primo piano hanno Cartoon Italia e Asifa Italia. La prima è l’Associazione Nazionale che rappresenta le aziende dell’industria dell’animazione, costituita alla fine degli anni Novanta per sostenere, promuovere e tutelare gli interessi dell’arte e dell’industria dell’animazione italiana sul territorio nazionale e all’estero. La seconda rappresenta fin dal 1982, gli autori e i professionisti dell’animazione italiana, impegnandosi nella diffusione del cinema d’animazione italiano sul territorio nazionale e all’estero e nel sostenere gli artisti e i professionisti del settore verso le istituzioni e il sistema produttivo a tutela della qualità e della creatività italiana. A queste due associazioni si affiancano due nuovi soggetti. A sostegno del movimento Italiano degli Effetti Visivi è nata l’Associazione Effetti Visivi, che ha l’obiettivo di promuovere il settore a livello nazionale ed internazionale, creando una rete dedicata alla condivisione dell’arte e della tecnica dei VFX per facilitare la collaborazione tra i vari attori della filiera. Quest’ultimo punto è importante proprio perché oggi molti software che si usano sono open source, ovvero “gratuiti” e gestiti da gruppi di persone che via via ne migliorano gli skill e le funzionalità. Animation Italia è, invece, il nuovo soggetto nazionale che rappresenta le imprese indipendenti della produzione audiovisiva e multimediale della filiera. Animation Italia pone al centro delle sue attività un importante accordo di collaborazione con Asseprim, Federazione dei servizi professionali (in seno a Confcommercio), che ha l’obiettivo di costruire – in sinergia con tutti i player – una nuova prospettiva in termini sia economici, sia creativi. Proprio da Animation Italia viene una delle novità più interessanti della stagione in ambito formativo: MAAD! Milano/Animation&Audiovisual/District, un distretto volto a favorire e supportare lo sviluppo del settore audiovisivo e dell’animazione in Italia. L’obiettivo di MAAD! è costruire una piattaforma per la valorizzazione e il consolidamento del comparto dell’animazione e dell’audiovisivo italiano partendo dalla professionalizzazione dei giovani talenti presenti sul territorio. Questo sdoppiamento delle associazioni dedicate all’industria del cartoon, se da un lato dimostra la ricchezza del nostro Paese, dall’altro rischia di indebolire un settore già così bisognoso di coesione e di attenzione condivisa. In controtendenza, nella giornata che il Mia (il Mercato internazionale dell’audiovisivo) ha dedicato al mondo dei cartoni animati è stata presentata l’associazione di produttori europei di animazione, Animation Europe. Al suo interno le associazioni nazionali dei maggiori paesi europei. Si tratta di una svolta nel modo in cui la produzione europea (finora divisa, pur in una importante fase di espansione quantitativa e di miglioramento qualitativo) affronta le sfide con i colossi americani (Netflix e Youtube in primis) e con il mondo dell’animazione giapponese.

Anche se per l’animazione non c’è ancora stata una vera svolta in termini quantitativi (produzione e distribuzione), c’è sicuramente una voglia crescente del comparto di rendersi visibile e farsi forza, e un sempre maggiore interesse del pubblico, delle aziende e, sembra anche delle istituzioni, verso questo settore creativo.

 

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